“Telemachia”, il nuovo romanzo di Roberto Calogiuri. Acquistalo online qui.

Edizioni ComunIcare
Pordenone, maggio 2018.

Pagg. 175, prezzo di copertina euro 12,00 euro prezzo presso l’editore 11,00 euro. Risparmi 1 euro. Spedizione gratis.

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Il libro

Telemaco, figlio di Ulisse e anziano re di Itaca, è perseguitato da incubi orribili, in cui rivive la sua fatale notte di sangue. Ora è un sovrano reputato saggio da tutta la Grecia, ma in un giorno lontano è stato un brutale assassino, non diverso da suo padre, ideatore dell’inganno del cavallo di Troia.

In una serie di flashback Telemaco, nel tentativo di darsi pace, ripercorre la sua storia.

La trama prende le mosse dal racconto omerico dell’Odissea fino a sviscerare nei suoi più nascosti anfratti il rapporto tra padre e figlio, ed in senso più ampio il rapporto fra generazioni e potere: difatti è di re che si parla.

In un quadro politico in cui hanno fatto irruzione giovani leader che sembrano aver soppiantato il vecchio modello di relazioni istituzionali, “Telemachia” è pure una riflessione sulla necessità di venire a patti con i lati oscuri del governare.

Il racconto si sofferma sui lunghi anni di attesa del ritorno di Odisseo, padre mai conosciuto, sulla cui natura Telemaco si interroga in modo quasi ossessivo: è un eroe o un farabutto? La rabbia e la paura scuotono il ragazzo, che si percepisce senza identità. Non ha un padre e non è orfano. Non è suddito e non può essere re. Sua madre non ha uno sposo ma non è vedova. Non prende marito e non lo rifiuta.

Abbandonato dal popolo, decide di recarsi a Pilo e a Sparta con il pretesto di cercare notizie del padre. Nel frattempo, i Proci consumano i beni della sua casa mentre fanno la corte alla madre.

Nel viaggio conosce due re: e rimane deluso. Torna senza notizie di Odisseo ma con una convinzione sofferta: soltanto ritenendo morto il padre egli potrà crescere, diventare uomo e, forse,  governare su Itaca. Anche se questo gli farà perdere la tranquillità dei suoi sonni.

 

L’autore

Roberto Calogiuri è laureato in filosofia, docente di lettere italiane e latine presso il Liceo Galilei di Trieste e giornalista pubblicista iscritto all’Albo del Friuli Venezia Giulia. I suoi interessi spaziano dalla filologia classica all’informatica e alla politica.
Nato a Trieste dove risiede, tra le sue opere citiamo, oltre ad alcuni saggi di storia delle religioni, il racconto“Tutt’è bonu e binidittu” in “Tutti giù all’inferno” (Perrone Editore, Roma 2007). Per bambini “I tre porcellini” (Nuages, Milano 2009) e “Il gatto di Beethoven” (Gallucci, Roma 2009).

In preparazione il romanzo storico “Quinto Sertorio” e il saggio sui mostri “Metaphora Chimaerae”.

Nell’ambito delle sue numerose attività in campo sociopolitico, si segnala il suo impegno nel portare avanti con agguerrito e sano spirito critico un serrato giudizio analitico dell’attuale sistema scolastico ed in particolare delle prove “Invalsi”.